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 ZOMBI 2 Di Lucio Fulci (1979)

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AutoreMessaggio
Spiritello Fran
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Numero di messaggi : 842

MessaggioTitolo: ZOMBI 2 Di Lucio Fulci (1979)   Mer Feb 25, 2009 8:08 pm

Ecco un mio contributo per "Zombi 2".
Ricordo che contiene spoiler e anticipazioni sul finale!



Zombi 2

Quanto ho cercato!
Quanto ho dovuto girare, per riuscire a mettere di nuovo le mani su Zombi 2, di Lucio Fulci!
E quanto ho dovuto sborsare!
Ma tant'è, mai tempo, mai denaro fu speso più felicemente.
Zombi 2, oltre ad essere un capolavoro del cinema horror, è un film divertentissimo, che non troverebbe fatica a farsi piacere anche dallo spettatore più difficile.
Zombi 2 uscì nelle sale nel lontano (ma non troppo) 1979 e fu immediatamente un trionfo in tutto il mondo, America compresa, battendo ben presto il prototipo originale di George Romero; che gli fece l’accusa per plagio.
In tutto il mondo, dicevo, esclusa....l'Italia: come al solito. Zombi 2 possiede una trama ed un ritmo da film d'avventura, gli attori sono catapultati nella storia loro malgrado, li vediamo terrorizzati, sudati, irretiti dal terrore degli zombi Fulciani: che sono sporchi, fradici, malati, probabilmente maleodoranti... di gran lunga più terrorizzanti dei morti architettati da Savini.
Queste creature maledette sono opera dei bravissimi talenti italiani: Giannetto De Rossi e Rosario Prestospino, all'apice della loro bravura.
Non è l'unico punto in cui Zombi 2 è superiore al "kolossal" Romeriano, visto che anche in fatto di splatter e di violenza, il film di Fulci da dei punti a tutti (superati in seguito, solo da Paura nella città dei morti viventi-1981, sempre del maestro romano).
Il regista italiano si libera del pessimismo americano di Romero, delle tematiche sociali, delle restrizioni politiche per sfornare un film senza nessuna pretesa di sorta: un film che vuole solamente passare per quel che è.
Un grande, meraviglioso film dell'orrore.
Zombi 2 viene scritto interamente da quella che fu una rivelazione (troppo presto dimenticata) per l'epoca: la talentuosa Elisa Briganti. (In realtà, alcuni anni dopo, seppi da Dardano Sacchetti in persona, marito della Briganti, che il film lo aveva scritto lui! In una simpatica mail, mi tirò le orecchie per questa “svista”).


La trama.
Un uomo vestito di bianco. Ha una vecchia pistola puntata. Ai suoi piedi si contorce una grande sacco insanguinato, e tenuto in piedi da logore corde.
L'uomo spara contro il sacco, che non si contorce più.
"Ora il battello può partire".
Porto di New York, la capitaneria avvisa uno strano e lugubre battello che si sta avvicinando alla banchina pericolosamente, sembra che non abbia più una guida a bordo. Immediatamente partono i soccorsi, due agenti (dalle facce italianissime) salgono a bordo, ed uno di loro scende sotto coperta per controllare meglio: il battello sembra abbandonato.
All’interno troviamo resti di una specie di festa in famiglia, torte smangiucchiate lattine di coca - cola, sporcizia varia.
Il poliziotto si avvicina ad un tavolino coperto da un telo, sotto il quale si profila la sagoma di qualcosa. Noi spettatori avvertiamo subito non tutto va come dovrebbe, per la pula.
Il poliziotto scopre teatralmente il telo e noi vediamo una scena disgustosa: una mano umana divorata e mozza, ricoperta da rifiuti e insetti immondi.
The Lucio Fulci show.
L’agente grida spaventato, ed un ributtante zombi grasso e pelato l’assale da dietro un lenzuolo bianco, sgozzandolo e sbranandolo ferocemente.
Il furbone al piano di sopra sente le grida e vede l’essere comparire dalle scale.
Fucilata e buonanotte ai suonatori.
Sembra tutto molto facile, vero?
E invece no. Mentre scopriamo mastro Fulci nelle inedite vesti di giornalista alla centrale, incaricato di far luce sul mistero del battello, facciamo la conoscenza di una minuta ragazza dagli occhi blu (Tisa Farrow, sorella minore di Mia) che ha degli interessi anch’ ella sullo zatterone.
Non è l’unica. Anche Peter, un giornalista avventuriero, vuole ricavare uno scoop su questa imbarcazione misteriosa, e non trattandosi di Enrico Papi, vi riuscirà.
Peter è interpretato da Ian Mc Cullogh, un attore straniero che alla prima occhiata sembra possedere un incredibile riporto sulla testa. Mah. Non divaghiamo. Peter conosce la ragazza, trovano un biglietto ad ella inviato, e decidono di recarsi nell’isola di Matool, dove il padre della ragazza si recò tempo prima per un tentativo di curare una nuova malattia.
Il buon uomo è scienziato di fama internazionale ( lo vediamo sparare all’inizio del film). La ragazza vuole naturalmente sapere qual’è stata la sorte del genitore, e Peter si offre di accompagnarla.
Come è buona abitudine dei film horror, i nostri eroi faticano un poco per trovare una barca che intenda ospitarli, ma alla fine vengono aiutati da una giovane coppia di sportivi, marinai, scavezzacolli, che intendono fare una "crociera" proprio da quelle parti.
Il mare è stupendo, il cielo sublime e tutto l’ambiente splendido.
Passano alcuni giorni in cui i quattro si dileggiano fra tuffi (ammiriamo un bel topless della riccetta) e serate romantiche sul mare. In vista dell’isola la riccia intende farsi l’ultimo bagno (mai parole furono più appropriate) e si immerge nel paradiso blu.
Viene aggredita da uno squalo mannaro, direte voi.
No.
Da una murena?
Nisba.
Un polpo gigante? Barracuda? Alghe assassine?
Nada de nada.
Da uno zombi marino!
Questi gira allegramente per i fondali, capta la preda e la ghermisce, ma la ragazza riesce a divincolarsi e fuggire, cosicchè al nostro morto vivente acquatico non rimane che papparsi un pescecane.
Sembra una scena stupida e assurda, ma vi assicuro che funziona, e che diverte molto.
Ho conosciuto qualche anno fa la persona incaricata di risolvere tale scena, mediante l’utilizzo di una story board, e mi rivelò che tutta la troupe era un pochino perplessa sulla riuscita della scena, salvo poi ricredersi.
Fino a questo punto il film non è entrato nel vivo della trama, eppure lo si segue con partecipazione ed emotività.
I quattro giovanotti giungono sull’isola, e da questo momento il film comincia ad assumere un tono completamente diverso, i colori si fanno lividi, la musica cupa e rimbombante, il ritmo serrato.
Vediamo finalmente il professore parlare con una bella donna dai capelli lunghi (l’attrice Olga Karlatoss), l’argomento allude ad una "visione" fatta da qualcuno giù al villaggio, sembra che uno di "loro" sia stato avvistato maledettamente vicino alle case. Lei è spaventata, lui biascica qualche parola di conforto, il technicolor è bellissimo, le sfumature color seppia.
La discussione assume toni violenti, lei vuole andar via, lui forse; ma e’ mezzo ubriaco.
Nell’isola c’è qualche cosa di terribile.
Il dottore deve tornare al "lavoro", lascia un negro di guardia e si allontana. In realtà ritroveremo il buon prof (che non è il padre della Farrow ma il suo assistente ) addormentato sugli scogli sbronzo e misteriosamente privo della barba! (!!!)
Svegliato da un’infermierina, arriva al villaggio che sembra un girone Dantesco dell’inferno. Il campo è ridotto a un lazzaretto, corpi e malati giacciono ovunque coperti da un telo bianco, una malattia tremenda e letale gira per il campo, possiamo respirarla insieme ai tre: dottore, infermiera e assistente di colore.
Quest’ultimo sta seppellendo l’ultima vittima, l’ultimo tentativo fallito dal prof di tentare qualcosa.
Scende la notte.
La donna del dottore, intanto, decide di farsi una doccia, ed anche se come decoltè
non è un granchè (fa pure rima) decide di mostrarci il seno facendo la doccia, mentre fuori il "guardiano scappa". Incominciamo ad avere paura.
Qualcosa dalle mani nere e adunche come cuoio vecchio, avanza sino ad entrare in casa, la buona Olga sente qualcosa, esce dalla doccia ed indossa una vestaglia:
che sarà mai?
La creatura avanza per casa.
Lei avverte la sua presenza si agita, chiude la porta del bagno, è devastata dal terrore. La scena deve aver colpito non poco anche Tiziano Sclavi, se è vero come è vero che le prime pagine del numero uno del suo "Dylan Dog" narrano una situazione piuttosto simile con questa scena del film.
Tantè.
Lo zombi sfonda la porta con un pugno, Olga grida disperata, lo zombi insiste, il suo respiro malato ci incolla alla sedia. Olga viene afferrata per i capelli, trascinata attraverso il buco slabbrato e irregolare della porta sfondata, regia e sceneggiatura si fondono alla perfezione; chi dice che questa scena non è da grande cinema mente sapendo di mentire (ed infatti al fantafestival Francese ci furono applausi a scena aperta) ma, dimenticando comunque che qui si scaldano solo per Fellini e Tinto Brass [con tutto il rispetto], torniamo alla nostra scena madre: dal foro sopra descritto, spunta una trave di legno appuntita e minacciosa, verso la quale Olga sta scivolando.
Le sue mani cercano qualcosa, un appiglio, ma è condannata.
Non sapremo mai se casualmente o dietro preciso, immondo piano del morto vivente, l’occhio della bella attrice greca finisce per infilzarsi sulla trave, innalzando il gore ad altissimi livelli. Sono andato a scovarvi un po’ di fotogrammi proprio di questa scena.
I quattro avventurieri giungono infine alla villa del professore; fuori da essa c’è parcheggiato un bel gippone blu, ma il silenzio innaturale non porta alcun segno buono.
La porta è aperta, e gli allegroni hanno la buona idea di entrare. Scoprono così il tema principale degli studi dei professori: il fenomeno dei morti viventi cannibali, che infatti si stanno pappando l’inserviente e la giovane donna.
Inorriditi e sorpresi, i ragazzi affrontano uno zombi per poi darsi alla fuga nella giungla con la jeep.
Ma guidare tra alberi secolari, liane e montarozzi non è semplice, specialmente se i defunti deambulanti spuntano dal terreno come funghi: morale della favola il mezzo va a sbattere contro un albero e Peter si rompe una caviglia.
La jeep non vuol saperne di ripartire, ed i tre più l’azzoppato cominciano a vagare per la foresta intrisa di morti viventi.
Gli amici si battono bene, specialmente il biondo che mi assomiglia, ma per colmo di sfortuna arrivano sfiniti in un piccolo...cimitero sconsacrato!!
Qui i morti risorgono come se piovesse, e sono i morti più brutti e spaventosi che il cinema horror avesse mai visto! (Opera del talentuoso Giannetto De Rossi, aiutato dal trucco di Rosario Prestospino).
Li vediamo ansimanti e gutturali, sporchi, laceri, malsani; i loro orefizi e le loro cavità orali sono nidi per vermi e repellenti insetti, le zanne acuminate e mostruose.
Con "zombi" di Romero non avevamo visto niente. Niente.
Il biondo barbuto spara col fucile trovato nel viaggio per difendere la ragazza, Farrow viene afferrata, smanacciata, tirata per i capelli, infine salvata.
Ma la riccetta cade vittima dei morti, ed anche il suo ragazzo perirà sgozzato da lei.
Chi sparerebbe alla propria ragazza divenuta zombi?
Io ne ho conosciute un paio ancora vive che avrebbero meritato tale sorte, ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.
Sfuggiti al mortale abbraccio, Peter e girl arrivano nell’accampamento del professore, che è tutto impegnato nel far saltar la testa ai "ritornati" più recenti.
Ascolta la storia dei due ragazzi e capisce che la sua donna (Carlatoss) è ora buona giusto come concime.
Narra dei suoi esperimenti sui malati indigeni e di come lui e il padre della giovane (interpretato dal caratterista Italiano specializzatosi in ruoli da cumenda in pellicole di serie b - ad esempio era il padre della giovane amante di Alberto Sordi in "In viaggio con papà" 1982) non siano riusciti a trovare una cura adatta.
Intanto l’isola pullula ormai di zombi, e ben presto il capannone - ospedale viene assediato dai non - morti che si fanno sempre più incalzanti.
Balza subito agli occhi il fatto che Lucio si sia ispirato ai grandi film di John Ford o Sergio Leone per la realizzazione di "Zombi 2", i suoi carrelli, gli intensi primi piani veloci, le zoomate violente. Ma tutta la sceneggiatura di Briganti è un film western, e l’assalto al capannone - fattoria da parte degli zombi - indiani è il più classico degli omaggi ai grandi film western.
Persino gli assediati ricordano gli eroi alla John Wayne o alla Gary Cooper.
Le fucilate si sprecano, la lampada ad olio cade incendiando tutto, i morti cominciano a prendere il sopravvento sui vivi: l’aiutante del dottore, l’infermiera, il dottore stesso (morte orribile) cadono tra gli artigli dei mostri che si rovesciano nella costruzione da ogni pertugio. Le fiamme impediscono ormai qualsiasi azione, ed i due superstiti si gettano fuori; in fondo anche gli zombi di Fulci sono lenti...o no?
No, a giudicare dal successivo film di Fulci ( e poi terminato da Mattei) "Zombi 3" in cui si muovono a super velocità!
Comunque sia, dopo un’allucinante fuga, giungono nei pressi della barca e da li fuggono in mare.
Tornando negli Stati Uniti si scopre che l’epidemia (come visto all’inizio del film) è scoppiata anche qui, e i morti camminano felici sul ponte di Brooklyn!!
Ah già, dimenticavo... dalla sottocoperta della imbarcazione arrivano colpi e strani rumori... già, perché i due superstiti hanno avuto la bella pensata di rinchiudere lì il loro biondo amico morto..... e che morto non vuol rimanere affatto!


Zombi 2 è un film bellissimo, diretto magistralmente e sceneggiato ancor meglio. Spaventa al punto giusto, è pieno di azione e i suoi dialoghi non sono pesanti e ridicoli come in molti film "zombeschi" dell’epoca: basta pensare alle battute grottesche di "Incubo sulla città contaminata" di Umberto Lenzi con il mono espressione Hugo
Stiglitz qui al suo peggio. Fulci recupera le tematiche degli zombi relative al vudù, e dal momento dello sbarco sull’isola è tutto un rullare di tamburi lontani, di leggende dette e non dette, di colori sfumati da incubo.
Ebbero torto Argento e Romero, quando denunciarono Fulci per Plagio; le leggende haitiane non appartengono a nessuno, se non all’immaginario collettivo, e Fulci non attribuisce nessun significato sociale o politico al suo film. Infatti gli americani capirono, e nelle prime settimane di proiezione la pellicola incassò quanto e più di "Zombi". Fu un trionfo.
Malgrado, al solito, la critica.
Zombi 2 resta una pietra miliare del cinema horror e del cinema Italiano, con un livello di gore tuttora imbattuto a molti livelli, se si escludono i filmettini da pornografia dell’orrore tipo "Violent shit" o, peggio, "Nekromantic".
Fulci non si atteggia ad "artista" o poeta, o quanto di peggio. E’ un grande, unico, artigiano dell’horror e del cinema in generale.
Negli anni '90, aiutato da un amico, andai a trovare in casa sua la persona (si occupava di pittura, quando lo incontrai) che aveva realizzato diversi story board di Zombi 2: fu una chiacchierata piacevole e sorprendente, per me, che mi vidi raccontare diversi aneddoti e curiosità; fu come l'aprirsi, lo svelarsi di un mondo del tutto sconosciuto, giacché Internet non esisteva e anche la "cultura" cinematografica dell'epoca non prendeva in considerazione certi film "minori" del panorama nostrano. Anche lui rimase sorpreso dall'apprendere che io, tra i pochi in Italia, possedevo una copia vhs del film, fattami registrare da una persona di Brescia, allorché trasmisero la pellicola - integrale - su un canale regionale! il protagonista del film, Al Cliver (Pier Luigi Conti) non é difficile da scovare: fino a poco tempo fa gestiva un bel banco di merce tibetana nel mercato domenicale di Porta Portese, a Roma.
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI 2 Di Lucio Fulci (1979)   Mer Feb 25, 2009 8:20 pm

Zombie 2 è per me un film stupendo, che cammina su buoni ritmi e scenari indovinati. Benché la pellicola non si salvi dall’avere qualche sbavatura, risulta anche tecnicamente discreta, con buona recitazione e con un lato effettistico seppur aggeggiato, abbastanza efficace. Fulci avrà tempo per fare di meglio, almeno a parer mio, e per dimostrare che non è il grossolano autore che purtroppo in Italia, ancora troppi credono,bensì un talentuoso artigiano, in grado di creare film ottimi e tra i migliori dell’horror italiano(e non solo) dai fine settanta al proseguire degli anni ottanta. Inoltre non mancano in questo Cult le classiche scene Memorabili, come quella della lotta all’ultimo sangue tra la moglie del prof. Menard e uno zombie "un po’indiscreto" che puntella nell'occhio il vetro della porta, e ottima anche la Scena nell’antico cimitero spagnolo. Zombie 2 di sicuro non è un Horror raffinato o particolarmente cervellotico, ma è senz’altro una tappa importante del cinema Horror italiano, con buonissime scene d’azione, forti dosi splatter e uno sfondo Vodoo e un’ambientazione caraibica che ne impreziosiscono le caratteristiche.

Spiritello mi sono permesso di fare un thread a parte della tua recensione perchè era sprecata come intervento! Smile spero non ti dispiaccia
Citazione :

(Spiritello Fran)
Zombi 2 è un film bellissimo, diretto magistralmente e sceneggiato ancor meglio. Spaventa al punto giusto, è pieno di azione e i suoi dialoghi non sono pesanti e ridicoli come in molti film "zombeschi" dell’epoca: basta pensare alle battute grottesche di "Incubo sulla città contaminata" di Umberto Lenzi con il mono espressione Hugo
Stiglitz qui al suo peggio. Fulci recupera le tematiche degli zombi relative al vudù, e dal momento dello sbarco sull’isola è tutto un rullare di tamburi lontani, di leggende dette e non dette, di colori sfumati da incubo.
Ebbero torto Argento e Romero, quando denunciarono Fulci per Plagio; le leggende haitiane non appartengono a nessuno, se non all’immaginario collettivo, e Fulci non attribuisce nessun significato sociale o politico al suo film. Infatti gli americani capirono, e nelle prime settimane di proiezione la pellicola incassò quanto e più di "Zombi". Fu un trionfo.

Nulla da aggiungere!!
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Spiritello Fran
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI 2 Di Lucio Fulci (1979)   Mer Feb 25, 2009 9:21 pm

Grazie per la "promozione"! Wink
A quanto hai scritto aggiungerei che Fulci NON HA MAI avuto i budget di Argento, tanto per dire, nè la sua libertà di scelta nei cast tecnici. Wink
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI 2 Di Lucio Fulci (1979)   Gio Mar 05, 2009 11:57 pm

zombie 2 a differenza dello zombie romeriano vuole essere una pellicola di puro entertainment , non c'è nessun messaggio sociale all'interno , sono le atmosfere che colpiscono lo spettatore. Il film si rifà alla tradizione voodoo e alla conseguente rievocazione dei morti viventi . Bellisimi gli Zombie di Fulci , davvero spaventosi con il loro lento incedere , verso il finale alcuni elementi che si mescolano come la fotografia e le musiche creano un qualcosa di magico che ne fa un vero e propio capolavoro del genere horror.
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Emanuele Cerci
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Numero di messaggi : 129

MessaggioTitolo: Re: ZOMBI 2 Di Lucio Fulci (1979)   Ven Apr 03, 2009 2:43 pm

Dopo aver letto con interesse l'ottima recensione di Spiritello e gli altri interventi credo che non ci sia nulla da aggiungere, qui si fa sul serio, il mio Zombie preferito ed uno dei miei film favoriti di sempre, assolutamente Geniale
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI 2 Di Lucio Fulci (1979)   

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