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 ZOMBI di George Romero (1978)

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Windom
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MessaggioTitolo: ZOMBI di George Romero (1978)   Ven Dic 19, 2008 4:10 am

La piaga della zombesca pestilenza è ormai inarrestabile, quattro ragazzi si rifugiano in un centro commerciale, che brullica però anch'esso di zombi....
Prodotto da Dario Argento questo film risulta come un capolavoro del genere.
Il secondo atto di una sanguinosa saga,il cui numero di capitoli è stato ritratto da più registi.
Questo Zombi ha bissato se non superato il successo del primo, a mio avviso inarrivabile La notte dei morti viventi.
Sicuramente una pelliccola angosciante e pregna di suspence, con ottimi effetti e caratterizata da scenari apocalittici.
Ovviamente molti trovano critica, nella smodatezza dei protagonisti/vittime umani, che in situazioni impensabili si mettono a bisticciare o a fare altre cose non proprio adatte in modo leggermente paradossale .
Ma ciò è giustificabile se si pensa che il film, oltre ad essere uno sfogo zombesco e orrifico, dove l'umano è poco più che carne da macello, sia anche una velata critica alla società.
Un'aspetto sicuramente di cui è giusto parlare e che è affascinante scoprire.
Cosa ne pensate?




Ultima modifica di Windom il Ven Gen 09, 2009 5:43 am, modificato 1 volta
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Black Demon
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Mar Dic 23, 2008 4:47 pm

A mio avviso la pellicola sugli zombi migliore di sempre, E' il punto dove Romero ha superato se stesso e ha fatto evolvere l'Horror sia dal punto di vista della regia che della preparazione della storia
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Spiritello Fran
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Mar Gen 13, 2009 12:51 am

Black Demon ha scritto:
A mio avviso la pellicola sugli zombi migliore di sempre,

Quoto, in assoluto il mio film preferito. Wink
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Emanuele Cerci
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Mar Gen 13, 2009 2:34 am

che ve lo dico a fare, avete ragione, Zombie è Zombie, di Zombie Movie ce ne sono tanti anzi, la carne di zombie è stata servita in tutte le salse e cucinata in ogni modo, Ma Zombie è oltre ogni cosa, soprattutto perchè è eccellente nel raffigurare catastroficamente la decadenza della razza umana sotto i colpi di questi cadaveri ambulanti e perennemente affamati!
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Ysingrinus
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Mar Gen 13, 2009 5:30 am

Quoto in toto ciò che hanno detto tutti gli altri.
Non morti che per la tanta abitudine di comprare e sprecare, anche nella loro assurda esistenza riescono a frequentare supermercati... Angosciante!
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Spiritello Fran
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Gio Gen 29, 2009 6:03 pm

Il manifesto di Zombi, originale del '78: ne vado molto orgoglioso! rendeer


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Ysingrinus
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Ven Gen 30, 2009 4:17 am

Ne hai ben donde Spiritello!
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Spiritello Fran
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Dom Feb 22, 2009 12:44 pm

Ecco anche la mia recensione di Zombi!
E' vecchia anche questa, ma come dice il detto: "Gallina vecchia fa un buon brodo, a patto che lo bevano altri!"



ZOMBI
Tre anni dopo Profondo rosso, ritroviamo Dario Argento, qui in veste di produttore e di aiuto sceneggiatore, al fianco del regista statunitense George A. Romero: stiamo parlando di Zombi, naturalmente, e l'anno è il 1978.

Un canale televisivo Americano è in pieno caos; i cameraman sono avviliti e sfiancati, il regista in panne (il vero regista, Romero, compare nelle vesti di un tecnico video, in apertura.) E gli ospiti invitati al drammatico talk - show che si stà tenendo, sono beffeggiati ed insultati un pò da tutti.
Ma qual è il tema della discussione, che chiama in causa esperti scienziati, padroni della guerra e saccenti professori universitari?
I morti resuscitano.
Ed è inevitabile, visto che il film è scritto e diretto da George Romero, autentico "papà" dei moderni morti viventi. Come è sua abitudine il buon George non ci dà alcuna spiegazione.
I morti ritornano e basta. A noi le conseguenze.
Il programma televisivo ci mostra come il genere umano non sia per nulla preparato a sciagure planetarie, ed infatti tutti gli occupanti del network non fanno che litigare tra di loro e pensare a bocciare la tesi dell'avversario, senza fornirne una propria, se possibile valida.....c'è chi parla di evento biblico, chi di una prematuro pensionamento del Padreterno, che ormai stanco di noi discolacci quaggiù, pensa a mandarci lo sfratto attraverso i suoi, ehm...messaggeri; chi riversa le colpe all'inquinamento, chi al sovraffollamento cimiteriale, e chi più ne ha più nè metta.
In realtà, il fatto che Romero non ci dia una spiegazione ai fatti da lui narrati, non ci permette di dare agli avvenimenti una spiegazione razionale, gettandoci nella paura. Il ragionamento suona un pò contorto, ma piò essere semplificato così: noi spettatori non possiamo commentare la scelta del regista di far resuscitare gli zombi a causa di (mettiamo conto) il passaggio di una misteriosa cometa; siamo quindi costretti a starcene zitti e seguire semplicemente lo svolgimento del film, nel buio della sala. Soli con la nostra paura, perchè zombi fa’ irrazionalmente paura.
Il genere umano in zombi è governato dall'incapacità totale di autocontrollo, nessuno riesce a prendere in pugno la situazione, il caos si espande a macchia d'olio, l'uomo perde tempo, cincischia, è l'irreparabile.
Ci specchiamo in loro. Non possiamo negarlo.
Nello studio televisivo arriva un tale con occhiali scuri e giaccone Schott di pelle. Viso tipicamente Americano. Vuole parlare con l'assistente di studio, una biondina dai capelli a caschetto di nome Francine, interpretata dalla fedele Gaylen Ross, già vista in Wampyr (1974) sempre di Romero, ella ha già preso accordi con Stephen, che è il suo uomo, per tentare una fuga la notte stessa. Non c'è più tempo.
La diretta degenera.
Intanto, un palazzone grigio è preso di mira da un corpo speciale di poliziotti- soldato, che devono sgombrare una colonia di Portoricani assiepati lì dentro; quando i reietti rispondono con le armi alle intimidazioni di arresa da parte degli uomini della legge, capiamo che Romero ha impostato
il film sullo splatter più libero, che non si era mai visto sino a quel momento; infatti assistiamo alla sparatoria tra le due fazioni con teste fatte esplodere dai potenti fucili a pompa, vediamo ampolle di sangue imbrattare le mura, ci sembra di avvertire l'odore di morte che grava sulla città.
Gli uomini in blu, però, non sanno della decisione presa dagli abitanti illegali dello stabile, forse in base alle loro usanze più o meno antiche: tutti i Portoricani del palazzo hanno tenuto in casa i propri morti!
Piuttosto pericoloso, quando si ha a che fare con uno come George, no? E così, assistiamo all'irruzione spettacolare degli uomini muniti di maschere del gas, vediamo la povera gente evacuata con la forza, trascinata per le scale con la violenza; percossa. Tra i militari si aggira anche un esaltato carnefice, che non arresta la sua furia xenofoba neppure davanti ai compagni.
Romero ci bombarda di messaggi. Ne parleremo al termine della trama. Una donna di colore è trascinata via. Implora, grida. Il fumo dei gas lacrimogeni è dappertutto; lo respiriamo.
La donna vede un uomo scendere le scale. E' suo marito, lo riconosce, si commuove. Lo credeva morto.
Si libera dalla stretta degli uomini in blu e corre ad abbracciarlo: l'uomo con i baffi è oramai uno zombi, e la morde sul collo come se fosse una tenera sfoglia di pasta. La morde sul braccio, filamenti di sangue e carne; signori, ci troviamo di fronte alla scena horror più famosa al mondo.
L'orrore c’è finalmente mostrato, e noi lo temevamo già. I morti sono mostri cannibali che divorano i proprio parenti.
La battaglia insorge, i morti stringono i vivi in un tragico abbraccio; rompono le porte, salgono le scale, afferrano i soldati come possono...vogliono morderli, nutrirsi della loro carne.
I soldati cominciano a sparare, ma solo la testa distrutta può fermare l'orrore. Facciamo già da un pezzo conoscenza con Roger, un militante dallo sguardo un poco allucinato, ma che spara bene. Dopo l'iniziale, ovvio disagio logistico, gli uomini in blu cominciano ad avere la meglio, e Roger può persino fumarsi una sigaretta in santa pace.
Qui conosce Peter, un soldato di colore che, lo confesso, diviene ben presto il mio personaggio preferito. I due si scambiano opinioni pessimiste sulla situazione che stanno vivendo, poi scorgono un prete mutilato che vuole passare ai piani superiori, che sono off - limit.
Dopo averlo sconsigliato a dovere, l'uomo di Dio dice ai due che nessun uomo può mettere fine a questo flagello, visto che "quando all'inferno non c'è più posto...i morti camminano sulla terra."
Il prete dice che sinora i soldati sono stati più forti degli zombi, ma che presto sarebbero stati "loro" i più forti.
Questa frase è l'intera chiave di lettura per tutto il film.
Peter e Roger "lo sanno". Ed infatti lasciano passare il vecchio. Roger mette Peter al corrente del fatto che due suoi amici, Stephen e Francine, posseggono un elicottero fermo sul palazzo del network televisivo, e che lo hanno invitato a fuggire con loro, per cercare un posto migliore dove vivere, lontani dall'orrore. Peter decide di unirsi ai tre.
La fuga dei quattro è agevole, ben presto si ritrovano a volare sopra le aperte campagne statunitensi, dove pattuglie di soldati, di cacciatori fracassoni e di semplici curiosi, fanno un tiro al bersaglio con gli incerti zombi che appaiono in lontananza; si divertono.
Questi zombi non sembrano poi così pericolosi, dopo tutto... L'elicottero ha bisogno di carburante, e i fuggiaschi dovranno faticare non poco per procurarselo.
Peter, Francine, Roger e Stephen giungono infine sul tetto di un grandissimo centro commerciale tipicamente americano, di quelli in cui puoi acquistare, in tutta comodità, uno spazzolino da denti o una rivista pornografica. Simbolo supremo del consumismo sfrenato che affligge la nostra società.
Romero non lo ha scelto casualmente.
Per i quattro è il Paradiso!
Cibo, denaro, vestiario, oggetti. Vita tranquilla per un pò. Senza contare, udite udite,che i morti viventi infestano solo il pianterreno dello stabile.
Gli altri piani sono completamente a disposizione dei vivi. Detto fatto, i fuggitivi s’insediano nel supermercato, rimanendocene un bel pò; oltremodo le notizie che arrivano dai televisori e dalle radio sono sempre più tragiche.
In ogni caso, le persone assiepate iniziano a condurre una vita pseudonormale. Francine è incinta. Lo sapeva già prima di partire. Momenti di tensione. Gli umani sigillano le entrate con i camion, chiudendo fuori gli zombi più curiosi, e lasciando quelli che sono entrati chiusi al piano terra: sembra tutto perfetto. (Non per Roger, che è ferito ad un polpaccio)
Troppo. Infatti la noia comincia a far capolino tra noi spettatori, ma è una altra trovata del George di New York, che ci ha semplicemente fatti abituare al "normale"... per farci dimenticare gli orrori dei morti viventi, liberandoci la mente per quello che deve ancora accadere.
Prima di tutto il povero Roger si tramuta in uno zombi a causa del morso subìto, e viene abbattuto da Peter, infine giungono all'esterno del supermercato i terribili "Hell's Angel", banda di teppisti motorizzati dediti a violenze e sciacallaggio: l'uomo si adatta a tutto.
Tra di loro vi è Tom Savini, il mago degli effetti speciali, nelle vesti del teppista armato di machete, con i baffi lunghi e la bandana sulla coscia.
Vogliono divertirsi un pò con i goffi zombi, noi spettatori cominciamo timidamente a parteggiare per quest'ultimi; il castello di carte costruito dai fuggiaschi comincia a crollare. Il capo degli "Angel" vede i camion parcheggiati agli ingressi e capisce
al volo che all'interno dell'iper - mercato c'è qualche vivo molto furbo.
Decidono di entrare.
Peter e gli altri si dividono per tentare una difesa al "mondo" che si sono creati. Sono armati di fucile. I teppisti scherniscono gli zombi, razziano tutto, spaccano i televisori (imperdibile la scenetta tra il ciccione e il suo compare, che porta alla distruzione di un televisore reo di non trasmettere più!)
Si divertono come matti. Gli zombi vengono derisi e massacrati; altra scena
cult: il teppista Savini viene fatto cadere da un "giovane" zombi, allora il baffuto Tom gli spacca il cranio con il machete e poi glielo sfila, poggiandogli uno stivale sulla spalla. La scena è perfetta.
Stephen non tollera lo scempio alla loro dimora, e disubbidendo alle disposizioni di Peter fa' fuoco sui teppisti, accoppandone uno. E' scontro a fuoco.
Gli zombi si proiettano in massa nel supermercato, visto che i camion non ci sono più, Francine è rimasta da sola con un fucile. Qualcuno sale le scale. Peter e Stephen combattono con tutte le loro forze, ma sono divisi e distanti: Stephen non utilizza la propria radio trasmittente. Francine, intanto, deve vedersela con uno zombi - monaco arancione, si salva grazie ad un bengala.
Gli zombi cominciano a diventare molti. E cattivi. Non si scherza più. Gli "Hell' Angel" vengono ben presto mutilati, smembrati, morsicati, divorati vivi.
Assistiamo alla loro furia antropofaga inarrestabile; uccidono il teppista col sombrero trascinandolo per terra e strappandogli le interiora con le mani, un altro con il side - car (colpito da Peter) precipita tra i morti e a nulla vale il suo mitragliatore, è un'orgia di carne e sangue giostrata magistralmente da Savini, forse al top dei suoi effetti visivi (dopo Maniac sarei tentato di dire), la noia centrale della pellicola viene spazzata via, ci viene la tentazione di dire: okai, basta così! Vi prego, riportateci indietro di qualche minuto!
Ma il ballo non è che all'inizio, e i morti viventi pretendono la loro vendetta sui vivi. Nessuno che voglia tirare ancora qualche torta sui loro volti putrefatti?
Nessuno.
Gli zombi si trascinano a centinaia nel centro commerciale, sanno che c'è ancora qualche umano da sbranare. Gli stessi che li hanno chiusi fuori, da principio.
Stephen viene trascinato da alcuni zombi in un ascensore: lotta, si dibatte, colpisce alla cieca. Gli strappano il fucile. E' la fine per lui.
Quando la porta automatica dell'ascensore si apre di nuovo, Stephen si unisce alla caccia contro l'uomo vivo. E' uno di loro. Francine ha il suo da fare per contrastare l'orda di zombi che vogliono penetrare all'interno. Francine è stata, nel frattempo, raggiunta da Peter, che non aveva più nulla da fare, laggiù.
Nessuno sa niente di Stephen.
Sarà lui, ben presto, a farsi vivo (si fa’ per dire), raggiungendo l'ultimo piano in cui sono assediati l'uomo di colore e la donna (un classico di Romero), e a venire definitivamente arrestato da un colpo in testa di Peter. Quest'ultimo costringe Francine a raggiungere il tetto dove c'è l'elicottero (Francine sà pilotare), mentre lui rimane seduto in attesa dell'arrivo dei mostri.
L'attesa è breve, e quando l'incerto incedere dei morti lo raggiunge, egli si punta una piccola pistola, simile ad una vecchia Derringer, sulle tempie.
Meglio farla finita così.
Noi spettatori protestiamo. E così il soldato ci ripensa, riservando il colpo ad un aggressore e fuggendosene a fatica sul tetto pure lui.
La partenza con il mezzo è lunga e faticosa, (nella versione del film giunta in Italia mancano più di venti minuti girati proprio alla fine), ma riescono a partire.
Quando l'alba illumina l'America, il titolo originale del film è infatti Dawn of the dead, l'alba dei morti viventi, l'elicottero di Peter e Francine è in volo.
Ma quanto carburante c'è nei serbatoi?
Poco.

Zombi di George A. Romero è un gigantesco bluff, che il regista di origini portoricane, guarda un pò, riesce a mettere in piedi soltanto con l'aiuto di un neo-produttore italiano e furbone: Dario Argento.
Perchè bluff? scopro l'acqua calda.
Zombi è un film girato da un uomo di sinistra, una feroce denuncia alla società americana, al suo consumismo, al suo razzismo, alla sua voglia di spettacolarità sempre e ovunque.
Zombi è un grandioso film di denuncia sociale, uno dei più grandi.
Che utilizza l'orrore e lo spatter per arrivare più in profondità, per arrivare ai giovani, ai distratti.
Girato con un'ironia velata che lo allontanano dal vittimismo più aperto, e dal moralismo facile e gratuito, Romero non risparmia nessuno, neppure se stesso, visto che si ritrae nello studio televisivo popolato da idioti e santoni.
Salva soltanto Peter, un negro senza passato, e Francine, una donna anonima e sgraziata, che porta in grembo il futuro dell'umanità: un bimbo.
Peccato che forse non ci sarà carburante per arrivare in fondo.
Il pessimismo di Romero, il suo anticonformismo narrativo, lo portano a farsi moltissimi nemici in patria, dove comunque Zombi è atteso da un trionfo.
E i critici scrivono ovunque che Zombi è soltanto un film di bassa macelleria, e George un pessimo regista senza futuro.
Voglio dire la mia.
Sicuramente Romero non è un grandissimo regista, e non sa o non vuole girare film smaccatamente horror…
Non quelli privi di messaggi e agganci sociali, intendo dire. Non potrebbe mai scrivere un film alla Lucio Fulci, per intenderci; infatti, a parte la sua trilogia sui morti viventi (La notte dei morti viventi 1969, Zombi 1978,e Il giorno degli zombi 1985) Romero ha diretto un solo film horror degno, a mio avviso, di nota: ed è Monkey shines 1989, che tuttavia presenta come già detto, delle tematiche politiche e sociali. Animaliste convinte.
Il resto della sua produzione passa da film semi - amatoriali e un pochino squallidi, come Wampyr, a noiosi thriller (la stagione della strega) e recentemente, a pessimo cinema spazzatura Americano come La metà oscura 1993, che si è ostinato a trarre dal racconto del caca incubi Stephen King.
Creepshow (1982) è carino e dignitoso, nulla di più.
Attendiamo con simpatia i suoi lavori futuri, ma credo di poter affermare che il suo tempo è avvenuto: con Zombi, naturalmente.


La scheda tecnica:

Regia: George A. Romero (7)

Soggetto e sceneggiatura: George A. Romero (7.5) e Dario Argento (6)

Effetti speciali: Tom Savini (7.5)

Fotografia: Michael Gornick (6.5)

Musiche: Goblin e Dario Argento: (6)

Interpreti:
David Emge (7.5)
Ken foree (7)
Gaylen Ross (6.5)
Scott h. Reininger (6)
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Windom
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Lun Feb 23, 2009 2:06 am

Non avevo notato ne i tuoi cimeli ne la tua recensione...complimenti, il tuo cntributo è sempre prezioso spiritello!
In effetti non sò del tutto stabilire quale tra questo o la Notte dei morti viventi sia il miglior zombie movie, è una lotta ardua, forse la piena maturazione viene raggiunta qui, sono due stili molto diversi..su Zombi trovi il vero Zombie Movie alla romero cristallizzato, significato sociale ed estremamente critico, scenario apocalittico, violenza..la notte dei morti viventi è più legato ad un canovaccio retrò che punta su stile, atmsofera, luci e contorni spettrali delle figure.., la paura che trasmette è molto più "Gotica" anche se i zombi appartengono all'horror propriamente detto e non al gotico..non sò se siete d'accordo.anzi soprattutto non sò sono riuscito a spiegarmi bene, spero di si!

PS: La locandina che hai messo prima delle recensione è stupenda
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Spiritello Fran
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Lun Feb 23, 2009 10:50 am

Ti ringrazio! Wink
Recentemente ho riveduto Il giorno degli zombi: è un altro capolavoro vero e proprio, da accostare ai primi due film. Ne consiglio caldamente la visione o rivisione!
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Etania
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Sab Giu 09, 2012 7:59 pm

E sicuramente interessante e difficile il paragone che proponete con Night of the living dead.
Sono due capolavori che non possono mancare nella collezione di un amante di questo genere Smile
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Dick Courage
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Dom Lug 08, 2012 4:36 am

Windom ha scritto:
Non avevo notato ne i tuoi cimeli ne la tua recensione...complimenti, il tuo cntributo è sempre prezioso spiritello!
In effetti non sò del tutto stabilire quale tra questo o la Notte dei morti viventi sia il miglior zombie movie, è una lotta ardua, forse la piena maturazione viene raggiunta qui, sono due stili molto diversi..su Zombi trovi il vero Zombie Movie alla romero cristallizzato, significato sociale ed estremamente critico, scenario apocalittico, violenza..la notte dei morti viventi è più legato ad un canovaccio retrò che punta su stile, atmsofera, luci e contorni spettrali delle figure.., la paura che trasmette è molto più "Gotica" anche se i zombi appartengono all'horror propriamente detto e non al gotico..non sò se siete d'accordo.anzi soprattutto non sò sono riuscito a spiegarmi bene, spero di si!

PS: La locandina che hai messo prima delle recensione è stupenda

Questa è una buona definizione dei due film! e molto bella la recensione di spiritello fran. Questa discussione è molto interessante negli interventi fatti. Io aggiungo un semplice parere che va a favore di ZOMBI forse perchè dei due è quello più attuale
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Romero
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Mer Lug 25, 2012 1:51 pm

Capolavoro imperdibile e incredibile, a mio avviso il miglior horror che esiste oppure diciamo che abbia mai visto, non manca assolutamente niente...però la recensione di Spiritello Fran non è proprio favorevole a Zombie!..nella mia presentazione mi sembravi più estimatore! Razz
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Spiritello Fran
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Mer Lug 25, 2012 2:38 pm

Scherzi? Shocked E' il mio film preferito.
Ciò nonostante, cerco sempre di non avere occhi foderati di prosciutto e di tener sempre a mente un fattore importante: tutte le cose prodotte dall'uomo non sono perfette! Con questo dogma, evito ogni tipo di fanatismo. Wink

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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   Mer Lug 25, 2012 2:46 pm

Spiritello Fran ha scritto:
Scherzi? Shocked E' il mio film preferito.

ti sei salvato per un pelo, ero già pronto Jason
(a proposito di fanatismo Ridere )
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MessaggioTitolo: Re: ZOMBI di George Romero (1978)   

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