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 CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero

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AutoreMessaggio
Fox
Novellino
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Numero di messaggi : 9

MessaggioTitolo: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   Ven Gen 02, 2009 8:37 am

Questo argomento è rivolto agli amanti della fotografia in bianco e nero (molto legata alla cinematografia) sperando possa essere uno stimolo per eventuali prove o ricerche. Darò solo qualche spunto sommario in quanto tramite motori di ricerca è possibilissimo trovare parecchie fonti.

Il "sistema zonale" di Ansel Adams è un' antica tecnica per il calcolo delle tonalità del bianco e nero in base ad una tabella divisa in 10 settori che rappresentano le varie tonalità dal nero al bianco.
Prima di tutto è necessario avere un esposimetro spot tarato sul grigio 18% (zona 5), a questo punto è necessario stabilire un tempo di esposizione, ad esempio 1/60 ed ovviamente gli ASA della pellicola.
Puntando lo spot sul soggetto otterremo in base all'illuminazione presente il diaframma per ottenere il grigio della V zona; aprendo maggiormente il diaframma o chiudendolo potremo ottenere le altre sfumature a seconda della necessità.
Se vogliamo ad esempio fotografare una donna coperta da un velo nero....potremmo chiudere il diaframma per scalare alla zona IV o la III per ottenere un effetto più macabro.
Se invece cerchiamo tonalità più chiare (ad esempio un abito da sposa candido) potremo chiudere il diaframma passando alle zone II o III.
Dobbiamo ovviamente tener presente che aprendo o chiudendo il diaframma modificheremo tutta la foto, inoltre le zone 0 e 1, e la 9 e 10 sono critiche in quanto si rischia di perdere i dettagli.

La scelta della pellicola....in poche parole.... Diminuendo la sensibilità aumentiamo la definizione ed i particolari ma abbiamo bisogno di molta luce o tempi lunghi di esposizione (esempio....25 ASA...50 ASA). Aumentando la sensibilità perdiamo dettagli e abbiamo una grana grossa (foto sgranata) ma possiamo fotografare anche con poca luce o con tempi di esposizione brevi.
Le pellicole per uso "standard" più reperibili erano le 100 ASA.

Zona 0 Nero pieno nella stampa; base della pellicola più il velo
Zona I Nero non strutturato: soglia di esposizione del negativo
Zona II Nero strutturato
Zona III Tessuto nero in cui siano visibili le pieghe
Zona IV Ombre nei paesaggi illuminati dal sole e nei ritratti; fogliame scuro
Zona V Grigio medio: cartoncino grigio neutro al 18%
Zona VI Toni della pelle bianca media; ombre sulla neve illuminata dal sole
Zona VII Pelle chiarissima; neve in luce radente
Zona VIII Toni chiari ancora differenziati
Zona IX Bianco non strutturato. Sulla stampa può apparire indistinguibile dalla zona X
Zona X Bianco assoluto: base della carta fotografica

Ecco perchè quando fotografiamo con una vecchia reflex un mazzo di rose bianche....restano di un "bianco sporco" e....se fotografiamo un soggetto nero.....rimane di un "nero sporco"..... Questo perchè l'esposimetro delle vecchie reflex calcola un valore medio e difficilmente soddisfa le nostre necessità.

Chi non ha un'esposimetro spot può:
1) avvicinarsi al soggetto con la reflex oppure stringere lo zoom al massimo.
2) calcolare il diaframma per un "grigio medio"
3) allontanarsi (o allargare lo zoom) e studiare l'inquadratura reale
4) fare uno scatto di prova
5) provare ad aprire o chiudere il diaframma e fare altri scatti, per avere il soggetto più scuro o più chiaro.
6)E' buona norma scrivere su un foglio il numero della foto con relativi tempi e diaframmi.

Tengo a precisare che comunque per ottenere effetti precisi e professionali servirebbe uno spot. Tali esposimetri devono avere un angolo di almeno 2 gradi per poter puntare il soggetto in maniera precisa anche da una certa distanza e calcolare la luce che incide in quel punto. Purtroppo già ai miei tempi costavano anche un milione di lire......
Non vanno confusi con gli esposimetri che calcolano la luce diffusa in tutto l'ambiente, hanno un angolo più ampio di lettura, sono meno costosi ma non servono al nostro scopo.
Ultima spiaggia.....già qualche anno fa macchine come la nikon F4 se non erro....avevano l'opzione "spot" con il calcolo esposimetrico centrale....delimitato da un "cerchietto" (le più vecchie come la mia Nikon F del '69 ne erano prive).
Il termine "spot" viene anche usato per fari particolari con fascio di luce stretto e direzionale.

E' doveroso anche aggiungere che il diaframma agisce anche sul fuoco....che non dipende solo dalla ghiera della "messa a fuoco". Chiudendo il diaframma aumenteremo la zona di fuoco....Immaginiamo ad esempio di essere affacciati alla finestra di un castello e voler fotografare la sagoma di un fantasma nel cimitero che resta ad una notevole distanza sotto di noi.....
Dovremmo chiudere il diaframma, usare un tempo adeguato e......in caso di ripresa semi notturna stabilire un tempo lungo con il treppiedi.
Supponiamo invece il caso estremo...siamo nascosti dietro una lapide ed osserviamo un fantasma che è ad una notevole distanza da noi..... Pretendiamo di metterlo a fuoco senza pero perdere il fuoco sulla lapide perchè mostra una scritta determinante per la scena. Che fare?
Botte piena e....moglie ubriaca. In passato spesso si ricorreva al foro "stenopeico", un coperchio sull'obiettivo con un minuscolo forellino e....una posa lunghissima, con lo scatto flessibile (un cavetto metallico che permette di schiacciare il pulsante senza toccare la fotocamera....quando il telecomando non esisteva). In questa maniera si ottenevano messe a fuoco fotografiche infinite creando effetti molto particolari.
Aprendo il diaframma invece la zona di fuoco diminuisce.....Ad esempio:
Una vecchia signora seduta su una poltrona (soggetto a fuoco) in fondo alla stanza appare un fantasma....(zona fuori fuoco con particolari ovattati e....volutamente sfocati). Lavorando con il diaframma aperto possiamo tenere un tempo di esposizione breve e cogliere l'attimo e l'espressione di terrore della donna che percepisce la presenza.
Tramite lo spot possiamo fare dei calcoli precisi sulle tonalità che vogliamo....ma siamo comunque costretti a fare delle scelte.


Per concludere.....
Trovo che tutto questo sia importante per capire tutti gli accorgimenti e gli studi nascosti dietro una scena "perfetta" che ci fa rabbrividire, ci angoscia o ci commuove.....realizzata quando i computer non esistevano.

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Luca Zanconi
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MessaggioTitolo: Re: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   Ven Gen 02, 2009 5:16 pm

Ho sentito parlare del sistema inventato da Amams, perchè prima mi dilettavo a fare fotografie, un argomento molto interessante che di sicuro merita di essere trattato con competeza , quella che non ho.
Sez dubbio è stata una tecnica usatissima nel momento in cui il colore e il bianco e nero coesistevano
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Black Demon
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MessaggioTitolo: Re: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   Ven Gen 02, 2009 5:18 pm

Non conosco bene questi argomenti, anche perchè la maggior parte dei film che vedo sono a colori e non troppo vecchi.
Mi piacciono molto comunque anche i vecchi film, ma penso che trattando nel dettaglio questo sistema si sfocia facilmente nella chimica
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Fox
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MessaggioTitolo: Bianco e Nero: Qualche spunto sui filtri...   Ven Gen 02, 2009 10:14 pm

In passato i filtri venivano usati per esaltare, schiarire determinate tinte e scurirne altre per ottenere determinati effetti in fase di ripresa. Erano solitamente in vetro, di vari colori e gradazioni e venivano avvitati all'obiettivo.
I filtri esaltano il proprio colore quindi ragionando in tonalità di grigi lo "schiariscono" e bloccano i colori complementari rendendoli "più scuri". L'effetto ovviamente può essere più o meno marcato a seconda della gradazione.
In tema drammatico/gotico era diffuso il filtro ROSSO, specialmente per rendere nero un cielo azzurro creando un'atmosfera triste e surreale, di particolare effetto in presenza di nuvole.
Usando tale filtro quindi.....eventuali soggetti rossi restano più chiari e le parti azzurre (colore complementare) rimangono scure.
Tale effetto diminuisce con i filtri ARANCIONI ed ulteriormente con quelli GIALLI.
I filtri VERDI venivano invece usati per esaltare la natura, i prati e le foglie degli alberi in situazioni meno drammatiche ma....più calde.
Ecco un esempio di foto fatta con il filtro rosso di media gradazione.



C'è da tenere presente che i filtri assorbono una certa quantità di luce e quindi costringono ad aprire il diaframma o aumentare i tempi di esposizione.
Ecco un altro esempio di uso dei filtri:



Ed ecco...finalmente i filtri
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Windom
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MessaggioTitolo: Re: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   Ven Gen 02, 2009 10:44 pm

In effetti si nota che nel bianco e nero, ci si possa "ricamare" sopra parecchio, alcuni i film in bianco e nero risultano davvero particolari nella colorazione, nelle ombre, prendimo ad esempio film come Danza Macabra, La notte dei morti viventi e Carnival of souls, secondo me talvolta sono molto più efficaci le mnipolature del binco e nero che le tecniche in tecnicholor dei primi tempi, che si applicavano fotogramma per fotogramma, ma risultando molto più artificiose e meno artistiche.
Comunque un topic davvero interessante!
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Miliel
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MessaggioTitolo: Re: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   Sab Gen 03, 2009 2:33 am

Si io ho una foto antica splendida nella versione in bianco/nero e poi la stessa manipolata con il colore, ma il colore non ha quei toni pallidi, fumosi...sempre con quelle gradazioni nebbiosi. splendida davvero.
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Fox
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MessaggioTitolo: Re: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   Sab Gen 03, 2009 7:02 pm

Ecco un bellissimo capolavoro di A. Adams.
E' una foto molto particolare....Il ramo è molto chiaro in netto contrasto con il paesaggio! Come è possibile tutto ciò?
Ebbene...non lo so.... Triste posso al limite provare a dedurre....


1) Dubito che abbia sovraesposto perchè il resto della foto è molto scuro.....

2) E' presente una fonte di luce, tenue visto che l' ombra sul lato destro è appena accennata. Se avesse usato una faretto più forte le ombre sarebbero state nette e la zona di suolo sottostante al ramo più chiara.

3) Suppongo che il ramo e le pietre fossero già di una tinta chiara eventualmente esaltata da un filtro, scurendo il resto del paesaggio in tinta complementare.


In presenza di simili artisti, per un dilettante come me è impossibile capire la tecnica usata, posso solo giocare di fantasia tuttavia....la trovo una foto bellissima.



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Noctis Diva
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MessaggioTitolo: Re: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   Lun Gen 05, 2009 1:32 pm

Stupende Foto, molto suggestive ^^
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Miliel
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MessaggioTitolo: Re: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   Lun Gen 05, 2009 2:20 pm

In effetti... è bellissima!
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Luca Zanconi
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Numero di messaggi : 228

MessaggioTitolo: Re: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   Ven Gen 09, 2009 3:46 pm

3d molto interessante, cmplimenti!
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MessaggioTitolo: Re: CINEMA: Riflessioni sul Bianco e Nero   

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